mi ha detto mio kuggino (delirio)

Mi ha detto mio kuggino che nel prossimo futuro si mangerà molta meno carne. Mi ha detto che il libro di Safran Foer sta vendendo migliaia di copie e che i consumi stanno cambiando parecchio. Mi ha detto anche che non ne poteva più del vitello e delle uova che gli hanno offerto l’altro giorno in una trattoria di Langa: quattro antipasti a base di carne e tre con uova o maionese. E basta. Buoni, probabilmente, ma lui ha paura e non ne può più.

Mi ha chiesto dove poter mangiare un’ottima insalata di fagiolini tiepidi con olio ligure, cipollotto, olive e patate ma non gli ho saputo rispondere. Forse da Marina, una mia amica, mi è venuto in mente. Allora mi ha detto: ma non è stagione di zucchine trombette..? Chi ne prepara di buone? E ho pensato che degli ultimi ristoranti in cui ho mangiato nell’ultima settimana neanche uno aveva in menu le trombette…

  1. gianni revello

    L’Arco Antico di Flavio Costa a Savona

  2. piermiga

    L’arco Antico certo, quelle con seppie ed il loro nero. Ma è Liguria dove peraltro fatti quatto passi a monte di dove batte l’onda quella cucina è quasi tutta orto, sottobosco, cortile e cacciagione. Ma parliamo di questo Piemonte sordo alla sue risorse vegetali. Fassone si certo ma la miriade di antipasti regionali non parlano solo animale: parlano di acqua dolce con trote, tinche ed anguille in carpione e di salata con le declinazioni del merluzzo, parlano di insalata russa e capricciosa, di fagioli con cipolle, di peperoni con bagna caoda, di salsa agra di cipolle, di pomodori ripieni, di zucchine al brusco di insalata di porcini o reali e l’elenco sarebbe lunghissimo. Le ricette non mancano basterebbe qualche voglia di osare in più e dadicarci il tempo necessario. Ma si sa tagliare un salame o condire un’albese si fa molto prima. Io sto ancora cercando quel posto che mi regali un po’ di mia adolescenza quando la domenica la mia bisnonna di antipasti ne portava almeno sei o sette ed a parte una fetta di salame ed un uovo mimosa gli altri venivano tutti dall’orto lì a due passi.
    Saluti
    Pier

  3. np

    Decisamente il tuo post più bello. :-)

  4. Trovare le verdure buone implica trovare dei buoni fornitori, e ancora più difficile dei buoni produttori. Viviamo un decennio (per non dire ventennio) di abbandono delle campagne ed è sempre più difficile mangiare prodotti della terra veraci, saporiti.
    Curare il proprio orto era all’ordine del giorno e fortunato era chi possedeva un pezzo di terra da coltivare.
    Fortunato è oggi chi ha il tempo e la possibilità di curare un orto e lungimirante chi ne ha la voglia.
    Ti posso segnalare un agriturismo/insalateria (e il nome non è stato scelto a caso, o per “fancyness”) in Piemonte, l’Orto del Pianbosco (http://www.ortodelpianbosco.it/index.pl?pos=07.00&lang=it&lbl=Agriturismo). Il nostro G.A.S. si rifornisce da loro, coltivano in biologico e i prodotti sono di alto livello. Non ho ancora provato il ristorante ma conoscendoli credo sia un posto che meriti una puntata per disintossicarsi da albesi, carni battute al coltello e salsicce crude di origine ebraica varie.
    Saluti,
    S

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