Sora Lella

Mi capita sempre più spesso di scavare dentro di me alla ricerca di elementi identitari. E’ la vita da emigrato, forse. Ma più spesso ancora sono le sorprese che mi danno spunti su cui ragionare, quando mi capita ad esempio di emozionarmi inaspettatamente. Mi è capitato qualche giorno fa, a tavola da Aldo Trabalza, sull’isola Tiberina. Aldo, figlio di Elena Fabrizi (meglio conosciuta come Lella) e papà di Simone, è un oste vero: accoglie e racconta, accudisce e organizza.

Sora Lella fa parte di quella categoria di trattorie cresciute negli anni, uguali a loro stesse eppure anche nuove, spesso snobbate a favore di formule più palesemente nuove o originali. O più semplicemente perché sono fuori dal circo della comunicazione. Eppure quel giorno un po’ surreale, con una Roma semideserta per via della neve, l’incontro con Aldo, l’isola, il Ghetto vicino dove ho abitato sei anni, portavano un bel carico di energie romane che si sono palesate anche nel piatto. Perché a volte i piatti sono rivelatori, veicoli emozionali o di ricordi. Soprattutto quando passano prima dalla pancia e poi dalla testa.

Le tagliatelle animelle e carciofi erano buonissime. E i prezzi mi sono pure sembrati più bassi.

Ristorante Sora Lella

via del Ponte Quattro Capi, 16 – Roma

tel. 066861601

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